Perché “Alma Hunting Lodge”?
Alma – anima della casa, ultima custode, segretaria del comune, scrittrice e testimone di un mondo che non c’è più – non chiudeva mai il portone principale. La sua era una casa aperta: sosta di merende per i bambini di Borca, di un bicchiere di vino per amici, vicini e viandanti.
Hunting non rimanda alla caccia in senso stretto, ma al suo significato originario: ricerca. Ricerca di quiete, di autenticità, di un ritmo più genuino.
Alma Hunting Lodge è quindi “il rifugio di Alma per chi è in cerca”: in cerca di silenzio, di natura, di una pausa dal rumore del mondo.
Un luogo dove il tempo rallenta e dove ci si sente accolti come amici, non come clienti; dove ogni dettaglio invita a ritrovare ciò che spesso si perde nella vita quotidiana.
I dettagli autentici della casa raccontano un passato ormai raro: la fienagione, il mais per la polenta, la falegnameria, la tessitura, l’allevamento… e anche la caccia.
Non ho voluto escludere nulla: duecento anni fa la vita in montagna seguiva logiche e morali diverse dalle nostre. Ricordarle oggi non è un giudizio, ma una testimonianza per guardare con occhi nuovi ciò che riteniamo “normale”.
Gli appartamenti d’inverno e le camere d’estate sono moderni e dotati di ogni comfort — TV, forno, lavastoviglie, riscaldamento, purificatore d’aria, lenzuola, asciugamani, phon e attrezzatura da cucina — ma inseriti in un contesto artistico e storico che resta la vera priorità del luogo.