
Borca di Cadore, Dolomiti
Tre modi diversi di passare una giornata sugli sci, in ordine di distanza da casa. Si comincia da quello che abbiamo a dieci minuti, ed è anche quello che consigliamo più spesso.
È il comprensorio di casa, ed è quello che consigliamo a chi viaggia con bambini o mette gli sci ai piedi per la prima volta. Poca gente, nessuna coda agli impianti, parcheggio senza girare in tondo: cose che a Cortina, nelle settimane piene, non sono scontate.
Le piste salgono per gradi: si parte dai campi facili e si arriva alle rosse e alla nera senza mai trovarsi buttati dentro qualcosa di più grande di sé. È il motivo per cui ci si impara a sciare davvero, invece di sopravvivere a una discesa troppo difficile il primo giorno. Chi scia bene trova comunque pendenze serie, e ha la vista sul Pelmo e sull'Antelao per tutta la giornata.
Il comprensorio è curato dal punto di vista della sicurezza — protezioni, reti, battitura delle piste — e l'innevamento programmato copre tutta l'area, quindi si scia anche nelle stagioni avare di neve.
Dentro il comprensorio c'è il parco sulla neve per i più piccoli: tappeti, campo scuola, bob e gonfiabili. Serve a chi fa i primi passi sugli sci, ma anche a chi sugli sci non ci vuole proprio salire e vuole semplicemente giocare sulla neve. È in posizione panoramica ai piedi dell'Antelao, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18.
Entrambe in Corso Italia, a San Vito. Lezioni private o di gruppo, per adulti e bambini, sci e snowboard. In alta stagione conviene prenotare qualche giorno prima.
Lo skipass di valle. Con un unico pass si sciano circa 120 km di piste tra Cortina d'Ampezzo, San Vito di Cadore e Auronzo-Misurina. Se restate una settimana, è la formula che conviene: si parte facile a San Vito e si sale a Cortina quando ci si sente pronti. Per informazioni sugli impianti di San Vito: 0436 99210.
Cortina d'Ampezzo vista dalle Tofane. Foto di Pear Blossom, licenza CC BY-SA 3.0.
Qui si scia dove si sono corse le gare olimpiche, e si sente. La funivia sale in tre tratte dal paese fino a quota 3.244, e dall'alto la discesa dal Bus de Tofana ha milleseicentocinquanta metri di dislivello fino a valle: una di quelle giornate che si ricordano.
Le piste delle Tofane sono più impegnative di quelle di San Vito e partono da quote alte, quindi vanno bene a chi scia con sicurezza. Il panorama, dalla cima, è una delle viste più larghe di tutte le Dolomiti: nelle giornate limpide si arriva a vedere fino alle Alpi austriache.
Un consiglio pratico: salite presto. A metà mattina la coda alla funivia si allunga, e nel pomeriggio la nebbia in quota può chiudere la vista nel giro di dieci minuti.

Questo non è sciare: è viaggiare con gli sci ai piedi. Il giro del Sella — la Sellaronda — collega quattro passi dolomitici in un anello che si chiude nello stesso punto da cui si è partiti, passando per quattro valli e tre lingue diverse. Si fa in senso orario o antiorario, e si mangia dove si capita, in uno dei rifugi lungo il percorso.
Non è difficile dal punto di vista tecnico: le piste sono quasi tutte alla portata di chi scia con disinvoltura. È difficile per il tempo. Bisogna partire col primo impianto, non attardarsi a pranzo e tenere d'occhio l'orologio: chi perde l'ultima risalita si ritrova dall'altra parte del massiccio e torna in taxi, con una spesa e una figura che si ricordano a lungo.
Da Borca si parte in auto verso la Val Badia o la Val di Fassa, e si entra nel giro da lì. Metteteci in conto l'ora di viaggio all'andata e un'altra al ritorno, oltre alla giornata sugli sci.
Prima di partire. Controllate la sera prima che tutti gli impianti del giro siano aperti: basta un tratto chiuso per vento e l'anello non si chiude. E guardate l'orario dell'ultima risalita, che cambia di stagione in stagione.
In inverno gli appartamenti sono interi, con bagno e cucina privati: si rientra dalla neve, si appendono le cose ad asciugare e si cena in casa. Borca è a dieci minuti da San Vito e a venti da Cortina, e costa quello che costa un paese, non una località alla moda.